Glossario

La banda dello spettro radioelettrico a 700 MHz è la banda di frequenza attualmente utilizzata dalla TV digitale terrestre. Tale banda a partire da luglio 2022 sarà utilizzata dagli operatori mobili per la fornitura di servizi 5G, pertanto già a partire dal 2020 e fino a giugno 2022 le trasmissioni televisive saranno via via spostate su altre frequenze.

I bollini Lativù e Lativù 4K sono gli unici bollini multipiattaforma che garantiscono all’utente la possibilità di fruire la TV su tutte le piattaforme: digitale terrestre e digitale satellitare di seconda generazione (DVB-T2 e DVB-S2) e tramite internet.
I dispositivi certificati con questo bollino sono quindi già pronti alla ricezione dei canali al momento del passaggio ai nuovi standard di trasmissione.

Il bollino Platinum certifica che un televisore o un decoder, oltre a consentire la visione di tutti i programmi gratuiti, a pagamento e dei servizi on demand, sono dotati di sintonizzatore digitale di nuova generazione (DVB-T2).

Per accedere ai servizi a pagamento occorre una CAM (Conditional Access Module), che può essere acquistata insieme al televisore o anche separatamente. I servizi interattivi fruibili sono sia quelli distribuiti in “broadcast” (ovvero trasmessi sui canali del digitale terrestre insieme ai programmi televisivi), sia quelli trasmessi in “broadband” che invece utilizzano la connessione “ethernet” o wi-fi del decoder o del televisore alla ADSL domestica.

Il bollino Platinum è l’unica certificazione che garantisce la compatibilità dei dispositivi con il codec HEVC, ovvero il nuovo sistema di codifica che verrà impiegato dal DVB-T2.

Occorre infatti distinguere il bollino Platinum dal bollino Gold che identifica apparati che, a parità di servizi, sono dotati del tuner di vecchia generazione (DVB-T). Tale bollino individua dunque dispositivi che, ad oggi, permettono ancora la ricezione dei canali ma che, a partire dal giugno 2022, quando il digitale terrestre di prima generazione verrà abbandonato e le emittenti televisive trasmetteranno i loro canali solo con lo standard DVB-T2, non saranno più adatti.

In generale, i prodotti acquistati dopo il 1° gennaio 2017, sono già compatibili con il nuovo digitale terrestre e dovrebbero quindi avere il bollino Platinum.

 

Gamma di frequenze impiegata per trasmettere segnali audiovisivi in tempo reale.
Grazie ad una specifica tecnica di compressione dei dati (MUX), più canali televisivi o radiofonici vengono “confezionati” insieme e trasmessi utilizzando una singola banda di frequenze.
Tale tecnica di trasmissione comporta spesso la necessità di effettuare una risintonizzazione dei canali in quanto, quando un canale presente in un determinato MUX, viene trasferito su un altro MUX, è necessario eseguire una nuova sintonizzazione affinché la tv o il decoder riconosca la nuova frequenza di trasmissione.
Ogni emittente televisiva ha dei propri canali che la identificano e con cui veicola i vari programmi previsti dal palinsesto.
Con il passaggio del digitale terrestre alla codifica MPEG-4 e con l’adozione del nuovo digitale satellitare (DVB-S2) tutti i canali saranno visibili esclusivamente in alta risoluzione (HD).

I codec (coder-decoder) sono dispositivi software o hardware che codificano o decodificano flussi di dati digitali o segnali fisici (analogici). In particolare, i coder sono in grado di trasformare segnali analogici (video e/o audio) in flussi di dati digitali fruibili su apparati quali PC, televisori, cellulari, ecc.. Tipicamente i codec effettuano operazioni di compressione/decompressione dei flussi di dati.

La compressione permette di ridurre, anche in modo considerevole, le risorse necessarie per la memorizzazione dei dati e la loro trasmissione sui canali di comunicazione come quello televisivo.

La decompressione permette di riottenere il flusso dati originario. Nel campo televisivo è di fondamentale importanza poter disporre di codec sempre più performanti per trasmettere contenuti video a qualità sempre maggiore (HD, 4K, 8K, HDR, ecc.).

DVB-S2 (Digital Video Broadcasting Satellite 2) è lo standard di trasmissione televisiva satellitare di seconda generazione elaborato per la trasmissione in HD e 4k. Il nuovo standard sostituisce il precedente sistema di compressione e codifica MPEG-2 con il sistema MPEG-4 o superiori. Il principale cambiamento per gli utenti è rappresentato dalla migliore qualità visiva: con l’introduzione della nuova piattaforma satellitare non esisteranno più le versioni a “bassa risoluzione” dei canali, ma questi ultimi potranno essere visti almeno in HD.

DVB-T2 (Digital Video Broadcasting – Second Generation Terrestrial) è la sigla con cui viene indicato il digitale terrestre di seconda generazione. Rispetto all’attuale DVB-T, il nuovo standard di trasmissione consentirà un miglioramento della qualità visiva e dell’alta definizione delle immagini che avranno una risoluzione 4k.

Con il DVB-T2 cambierà anche lo standard di codifica del segnale che avverrà tramite il supporto HEVC (High Efficiency Video Coding). Tale standard di codifica, conosciuto anche come H.265, ha una maggiore efficienza in quanto consente un aumento della capacità trasmissiva a parità di banda utilizzata.

Per tale motivo l’Unione Europea ha deciso di adottare il DVB-T2 che, avendo un’efficienza migliore, permetterà di liberare la banda a 700Mhz, utilizzata finora per la trasmissione televisiva, a favore degli operatori di telefonia.

L’HBBTV è una piattaforma ibrida e aperta che consente agli utenti di accedere a contenuti di diversa natura e provenienza; oltre ai contenuti extra caricati dalle emittenti, l’utente potrà accedere a programmi on demand, programmare la registrazione di programmi TV, chattare e accedere a social network. Ogni emittente può quindi caricare, insieme al canale tradizionale, informazioni aggiuntive, ulteriori programmi tv o una completa rassegna dei programmi già andati in onda, sfruttando la connessione a Internet.

HEVC è l’acronimo di High Efficiency Video Coding (codec video ad alta efficienza, in italiano) e indica uno dei più recenti e performanti standard per la compressione dei contenuti video.

Lo standard HEVC ad alta efficienza, definito anche H.265, consente il trattamento e la trasmissione sulle frequenze radio televisive di contenuti video con risoluzioni fino a 8K senza perdita di qualità. Per questo motivo è stato scelto per il nuovo digitale terrestre di seconda generazione.

LCN, acronimo di “Logical Channel Numbering”, è una funzione di cui sono dotati gli apparecchi televisivi che consente di assegnare ad ogni canale ricevuto una posizione predefinita all’interno della lista che li elenca. La funzione offre un ordinamento automatico dei canali già preimpostato ma che può essere gestito manualmente dall’utente qualora voglia modificarne la numerazione.
In attesa della ripartizione delle frequenze tra le emittenti del servizio televisivo prevista dal PNAF (Piano Nazionale Assegnazione Frequenze), necessaria per il rilascio della banda larga a favore del 5G, può accadere che due o più emittenti siano state associate al medesimo numero proprio perché l’assegnazione delle posizioni non è stata ancora completata. In tal caso viene garantita all’utente la possibilità di scegliere su quale canale mantenere la numerazione automatica.

Ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo n.177 del 31 luglio 2005, la numerazione dei canali è soggetta ad una specifica disciplina che prevede l’adozione, da parte dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, di un apposito piano per l’attribuzione automatica dei numeri alle emittenti autorizzate alla diffusione di contenuti audiovisivi in digitale terrestre.

In elettronica e telecomunicazioni MPEG-4, nato nel 1996 e finalizzato nel 1998 (fu presentato pubblicamente ad ottobre di quell’anno), è il nome dato a un insieme di standard per la codifica dell’audio e del video digitale sviluppati dall’ISO/IEC Moving Picture Experts Group (MPEG).

L’MPEG-4 è uno standard utilizzato principalmente per applicazioni come la videotelefonia e la televisione digitale, per la trasmissione di filmati via Web, e per la memorizzazione su supporti CD-ROM.

Il MUX, abbreviazione di “Multiplex“, è la tecnica utilizzata per la trasmissione dei segnali radio-televisivi tramite la quale più canali televisivi o radiofonici vengono diffusi insieme sulla stessa banda di frequenze grazie all’uso di specifiche tecniche di compressione dei dati.
L’adozione del MUX quindi, consente una migliore efficienza nell’impiego dello spettro elettromagnetico in quanto, utilizzando una singola frequenza per la trasmissione di più canali, permette di “risparmiare” il numero di frequenze disponibili.
Le principali emittenti televisive italiane possiedono uno o più MUX del digitale terrestre. Ogni emittente può concedere ad altri broadcaster dello spazio sui propri MUX; per tale motivo si possono trovare dei canali appartenenti ad un editore trasmessi sul MUX di un altro.

La modulazione OFDM (dall’inglese Orthogonal Frequency Division Multiplexing) è una tecnica per trasmettere dati in parallelo utilizzando un certo numero di portanti (radio) ortogonali fra loro (tipicamente un numero molto elevato, da qualche centinaio a qualche migliaio).

Questa tecnica consente di suddividere una trasmissione a bit-rate elevato in tanti flussi paralleli ed ortogonali a bit-rate molto più basso. In questo modo è possibile contrastare efficacemente i vari disturbi che possono verificarsi nel canale trasmissivo.

Un programma televisivo è una produzione audiovisiva che può essere trasmessa sia in TV che via Internet con finalità di informazione o di intrattenimento a seconda dei temi trattati e dei format utilizzati. L’insieme dei programmi trasmessi da un’emittente televisiva è chiamato palinsesto.
Un programma televisivo può essere prodotto dall’editore dell’emittente televisiva che lo trasmette oppure da aziende esterne. In quest’ultimo caso l’editore può comprarne la proprietà oppure limitarsi all’acquisto dei diritti di diffusione.

Il re-farming (riassegnazione) è un termine con il quale si intende, nel campo della telefonia mobile, il passaggio da una tecnologia ad un’altra.

Nel caso della banda 700, il re-farming si riferisce alla riassegnazione dei diritti d’uso di tale banda agli operatori di telefonia mobile per lo sviluppo della tecnologia 5G e alla conseguente redistribuzione delle frequenze tra le emittenti radiotelevisive che, dovendo rilasciare la banda 700, trasmetteranno su uno spazio frequenziale ridotto (la cosiddetta banda sub 700).

RAEE è l’acronimo di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, cioè rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche che sono arrivate a fine vita. I RAEE sono raggruppati in diverse classi a seconda della tipologia di apparecchiatura. Del raggruppamento R3 fanno parte: TV e monitor quali schermo CRT Monitor, schermo TFT Monitor, terminali e sistemi utenti, apparecchi televisivi CRT, apparecchi televisivi flat screen LCD, apparecchi televisivi flat screen PLASMA.

Il cittadino per gestire correttamente lo smaltimento dell’apparecchiatura domestica che viene sostituita può seguire 2 strade: a. portare il RAEE in uno degli oltre 4.000 centri di raccolta per lo smaltimento di apparecchiature elettroniche presenti in tutta Italia; b. consegnarlo al negoziante dal quale si acquista il nuovo apparecchio.

La normativa europea e, conseguentemente, quella italiana impongono che la gestione del “fine vita” di un’apparecchiatura che viene immessa sul mercato sia a carico del produttore che per primo la immette sul mercato (EPR: Extended Producer Responsibility cioè Responsabilità Estesa del Produttore).

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha istituito il Tavolo di coordinamento “TV 4.0” con l’obiettivo di armonizzare e coordinare le attività di rilascio della banda 700MHz e di elaborare strumenti per favorire la trasformazione digitale del settore televisivo.

Ai lavori del Tavolo partecipano i rappresentanti delle istituzioni competenti in materia, gli operatori televisivi e le associazioni di categoria interessate.

Il tuner o, più comunemente “sintonizzatore”, è un dispositivo attraverso il quale il segnale audio-video ricevuto viene convertito e trasmesso sullo schermo. È tramite il sintonizzatore, infatti, che le immagini sono visibili in chiaro sul nostro televisore. In commercio, oltre al tuner tradizionale è disponibile anche il “dual tuner” (doppio sintonizzatore), che consente la registrazione di un programma mentre se ne sta guardando un altro. Il doppio sintonizzatore può essere integrato direttamente nel televisore (specialmente se di ultima generazione) oppure incluso in un decoder esterno.

Il 4K è uno standard per la risoluzione della televisione e del cinema digitale. Solitamente, la sigla “4K” viene utilizzata per indicare due risoluzioni distinte, sebbene simili fra loro: la risoluzione 4096×2160 pixel (la “vera” 4K), nata in ambito cinematografico, e la risoluzione 3840×2160 pixel (ovvero l’Ultra HD o UHD) nata in ambito televisivo.

La sigla Ultra HD o UHD (Ultra High Definition) è stata introdotta dall’associazione CEA (Consumer Electronic Association) di cui fanno parte i più importanti produttori di display tra cui LG, Panasonic ed altri, e indica i monitor e le TV che utilizzano pannelli con risoluzione minima di 3840 x 2160 pixel (ovvero quattro pannelli HD da 1920 x 1080 affiancati). Esiste anche il Full Ultra HD, a volte chiamato 8K, che fa riferimento a una risoluzione di 7620 × 4320.

Anche se nel gergo comune le due denominazioni 4K e ULTRA HD vengono spesso confuse, la differenza tra le due risoluzioni consiste nel numero di pixel che lo schermo è in grado di supportare. L’ Ultra HD, per questioni di proporzioni, si presenta come un formato da 16:9: quello utilizzato dalla maggioranza dei televisori attualmente sul mercato. Il 4K, invece, è impiegato soprattutto in ambito cinematografico poiché la sua risoluzione raggiunge un numero di pixel più elevato che consente la riproduzione di immagini di qualità superiore perfino a quelle visibili tramite uno schermo Ultra HD.

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