FAQ

DVBT2 COSA E’ – COME FUNZIONA

Dopo il passaggio dall’analogico al digitale terrestre (2008-2012), la modalità di trasmissione televisiva terrestre cambia nuovamente, adottando un sistema di trasmissione più efficiente: il Dvb-T2 (Digital Video Broadcasting – Second Generation Terrestrial) e la nuova codifica HEVC Main10 (High Efficiency Video Coding). Si tratta di una tecnologia che consente di risparmiare banda, ma di ottenere allo stesso tempo migliori risultati in termini di trasmissione audio e video, grazie alla codifica HEVC Main10 (High Efficiency Video Coding).

Il DVB-T2 (Digital Video Broadcasting – Second Generation Terrestrial) è lo standard di ultima generazione per le trasmissioni sulla piattaforma del digitale terrestre. Rispetto all’attuale, il nuovo standard consentirà un miglioramento della qualità visiva, dell’alta definizione ed il rilascio delle frequenze in banda 694-790 MHz (la cosiddetta “banda 700”, per i servizi mobili 5G). Con il DVB-T2 cambierà anche lo standard di codifica del segnale che avverrà tramite il supporto HEVC Main10 (High Efficiency Video Coding).

Per approfondimenti sul funzionamento del DVB-T2, clicca qui.

Il DVB-S2 (Digital Video Broadcasting Satellite 2) è il nuovo standard di trasmissione televisiva satellitare di seconda generazione. Il cambiamento quindi, coinvolgerà tutti coloro che utilizzano il satellite per guardare le trasmissioni televisive. Con il nuovo standard, elaborato per la trasmissione in HD e 4k, il sistema di compressione e codifica MPEG-2 viene definitivamente abbandonato e sostituito dai successivi MPEG-4 o superiori. Al momento del passaggio al DVB S2, per continuare a guardare i canali Rai e Mediaset sarà necessario utilizzare una CAM certificata tivùsat e accedere alla piattaforma satellitare gratuita. Il principale cambiamento per gli utenti sarà il fatto che non esisteranno più le versioni a “bassa risoluzione” dei canali, ma questi ultimi potranno essere visti almeno in HD.

SI. Il processo di riorganizzazione in Italia riguarderà tutte le reti e i programmi nazionali e locali. Entro giugno 2022 tutta l’offerta televisiva della piattaforma terrestre sarà coinvolta cambi in di frequenza e i programmi dovranno evolvere verso standard trasmissivi e di codifica più efficienti.

La Comunità Europea ha disposto la cessione della banda 700 MHz alla telefonia mobile per fronteggiare la crescita esponenziale della domanda di traffico dati in mobilità. Di conseguenza il passaggio al DVB-T2 si rende necessario in quanto permetterà alle emittenti TV di continuare a trasmettere la stessa quantità di canali, aumentandone possibilmente risoluzione e qualità.

L’evoluzione della trasmissione televisiva permetterà di ottenere un guadagno in efficienza nell’uso dello spettro, minore inquinamento elettromagnetico (trasmissione del segnale a potenza più bassa), e migliore qualità audio e video per l’utente, ponendo le basi per l’evoluzione verso la TV 4.0

Nei diversi passaggi graduali di frequenza che stanno avvenendo per area territoriale, alcuni canali televisivi nazionali e locali saranno progressivamente associati a nuove frequenze di trasmissione. I cittadini-utenti che dovessero vedere apparire lo schermo nero su alcuni programmi, dovranno procedere alla ri-sintonizzazione del proprio televisore, per continuare ad accedere a tutta l’offerta televisiva del digitale terrestre. Negli apparecchi televisivi più recenti, con il cambio di frequenza la ri-sintonizzazione dovrebbe avvenire automaticamente; dovranno, quindi, farla manualmente solo coloro che dovessero veder apparire lo schermo nero al posto del programma prescelto.

Sì. Per continuare a guardare i propri programmi TV preferiti, le nuove frequenze imporranno a breve l’uso di dispositivi compatibili con il nuovo standard DVB-T2 e con la codifica HEVC Main10.

Il 1° settembre 2021 si abbandona la codifica MPEG-2 a favore di quella AVC (o MPEG-4) già usata oggi per i canali HD. In concreto questo significa che dopo questa scadenza tutti i TV e i decoder non in grado di decodificare i canali HD (quindi l’MPEG4 AVC) andranno sostituiti o abbinati con un decoder di nuova generazione.

Tra il 21 e il 30 giugno 2022 il digitale terrestre di prima generazione non sarà più visibile. Le emittenti televisive (come Rai, Mediaset, La7 o le locali) spegneranno le trasmissioni in DVB-T e trasmetteranno i loro canali solo con lo standard DVB-T2. Questo significa che tutte le TV e i decoder non compatibili con il DVB-T2 e con il relativo sistema di codifica HEVC Main10 non riceveranno più nulla e anche in questo caso sarà necessario intervenire sostituendo i vecchi dispositivi o abbinarli a un nuovo decoder.

La transizione verso il segnale del nuovo digitale terrestre sarà graduale e produrrà parallelamente sia la necessità di risintonizzare i canali tv che due veri e propri salti tecnologici.
I salti tecnologici che renderanno inutilizzabili gli apparecchi TV obsoleti ancora presenti nelle abitazioni, avverranno nelle seguenti date:
– Il 1° settembre 2021 cambia lo standard di compressione e codifica poiché si deve abbandonare l’MPEG-2 a favore di standard successivi come MPEG-4 o superiori.
– Tra il 21 e il 30 giugno 2022 si passerà dal DVB-T al DVB-T2: lo standard trasmissivo di seconda generazione che permetterà un uso più efficiente delle frequenze.
Parallelamente a partire da gennaio 2020 è partita la ri-sintonizzazione progressiva per la riassegnazione dei canali 50-52 e la ricollocazione dei programmi locali ex canali 51-53.
A partire poi dal 1° settembre 2021 sono previste le ri-sintonizzazioni progressive per l’attuazione del PNAF (Piano Nazionale di Assegnazione Frequenze) con la ridistribuzione delle frequenze nella banda sub 700.

Il processo di passaggio alla nuova tecnologia trasmissiva interesserà le diverse regioni italiane appartenenti alle rispettive aree, secondo un preciso calendario:
1° settembre 2021 – 31 dicembre 2021: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, provincia di Trento, provincia di Bolzano, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna
1° gennaio 2022 – 31 marzo 2022: Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Sardegna
1° aprile 2022 – 20 giugno 2022: Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata; Abruzzo, Molise, Marche.
Consulta la relativa sezione nella pagina RoadMap al link https://nuovatvdigitale.mise.gov.it/road-map/

Se un prodotto è stato acquistato dopo il 22 dicembre 2018, è già compatibile con il nuovo digitale terrestre poiché a partire da tale data è entrato in vigore l’obbligo per i negozianti di vendere televisori che supportano il nuovo standard DVB-T2 con codifica HEVC Main10.

Per sincerarsi che la propria TV supporti il nuovo standard è necessario verificare nel manuale e/o scheda tecnica della TV che il tuner sia DVB-T2 e che sia garantita la compatibilità con la codifica HEVC a 10 bit.

Per accertarti che il tuo apparecchio funzionerà anche dopo il passaggio al Dvb-T2, sono disponibili due canali test con un cartello trasmesso in DVB-T2 HEVC a 10 bit associate ai numeri 100 e 200 del telecomando: tutti coloro che vedranno questo canale senza problemi saranno già pronti allo switch-off del 2022 e non dovranno fare nulla; gli altri, se vorranno vedere ancora il digitale terrestre, dovranno o cambiare TV o affiancare a quello vecchio un decoder di nuova generazione.

Puoi controllare sin da subito se il tuo apparecchio tv è pronto al passaggio alla nuova tv digitale verificando che nel manuale e/o nella scheda tecnica del TV sia presente l’indicazione DVB-T2 HEVC Main10.
Puoi inoltre verificare che la tua TV sia compatibile con il primo passaggio tecnologico HD, provando a vedere i canali HD, ad esempio 501 per RAIUNO HD, 505 per Canale 5 HD e 507 per LA7 HD. In particolare, puoi verificare se visualizzi il canale 7 di LA7 che funzioni il canale 507 LA7 HD. Se i canali HD sono visibili, la TV è pronta per il primo passaggio tecnologico. Se non li vedi, devi cambiare il tuo TV già per il primo passaggio tecnologico del 1° settembre 2021.
Infine puoi verificare che la tua TV sia compatibile con il secondo passaggio tecnologico DBV-T2 HEVC previsto dal 21 al 30 giugno 2022, provando a visualizzare i canali di test 100 e 200: se vedi RAIUNO sul canale 1 allora verifica che sul canale 100 appaia una scritta contenente le parole “Test HEVC Main10”; analogamente se vedi Canale 5 sul canale 5, verifica che sul canale 200 appaia una scritta contenente le parole “Test HEVC Main10”. Se il test è superato allora l’apparato è compatibile. Può essere utile rifare il test, in caso di problemi, dopo aver risintonizzato i canali.
Ti consigliamo di consultare la sezione https://nuovatvdigitale.mise.gov.it/cosa-fare-per/verificare-se-la-tua-tv-puo-ricevere-il-nuovo-segnale/

Si, gli apparati acquistati recentemente sono compatibili con il nuovo standard in quanto per legge tutti i televisori messi in vendita dal 22 dicembre 2018 in poi devono essere idonei alla ricezione del DVB-T2 con codifica HEVC Main10. Per sapere se la tua TV è compatibile con lo standard di ultima generazione DVB-T2 e con la codifica l’HEVC Main10 ti suggeriamo di effettuare la prova descritta qui.

Infine, tutte le TV e i decoder che possono essere acquistati con il bonus e che quindi rientrano nella lista https://bonusTV-decoder.mise.gov.it/prodotti_idonei  sono già conformi agli standard trasmissivi della nuova televisione e quindi potranno ricevere tutte le trasmissioni in onda dal 1° settembre 2021 e anche tutte quelle in onda dal 30 giugno 2022.

No. Le attuali antenne, cosiddette a larga banda, possono ricevere le trasmissioni dell’intera banda che va 474 MHz a 866 MHz (canali da 21 a 70).

Il consumatore che vuole liberarsi del vecchio TV o decoder ha diritto a consegnarlo gratuitamente al punto vendita al momento dell’acquisto del nuovo apparecchio, grazie al servizio “Uno contro uno”. In alternativa, potrà portare il prodotto ormai in disuso presso l’isola ecologica del proprio comune di riferimento.

SI, la compressione HEVC è in grado di trasmettere flussi video ad alta definizione, con supporto fino alla risoluzione 4K, ma con minore ingombro della rispettiva banda passante all’interno dell’intera banda di frequenza (o multiplex).

NO, non sarà possibile realizzare trasmissioni in 8K sulla piattaforma digitale terrestre poiché la banda tipica richiesta da una trasmissione 8K è di 100 mbit/sec, quindi un livello più che doppio rispetto alla capacità massima di un multiplex DVB-T2

A partire dal 21 giugno 2022, la ricezione dei programmi TV sarà possibile esclusivamente con televisori o decoder di nuova generazione, ossia dotati dei nuovi standard trasmissivi e di codifica (DVBT-2/HEVC Main10).
Inoltre già dal 1° settembre 2021, dovranno essere sostituiti i televisori e i decoder che non permettono la visione di programmi in alta definizione (HD).

Si, tutti i TV sono potenzialmente adattabili, anche i televisori CRT a tubo catodico, se dotati di un decoder compatibile con il nuovo standard trasmissivo.

Si. Lo spot tv/radio è programmabile nel rispetto delle condizioni di utilizzo indicate nelle note legali presenti in questo sito. Per maggiori informazioni e per ottenere la copia dello spot pubblicitario scrivici utilizzando il contact form.

No, poiché a partire dal 1° gennaio 2017 è entrato in vigore solo l’obbligo per i negozianti di vendere apparati compatibili con il nuovo DVB-T2, (il nuovo sistema di codifica HEVC a quella data non era ancora operativo). L’obbligo di vendita degli apparati con codifica HEVC Main 10 è scattato a partire dal 22 dicembre 2018 (24 mesi dopo l’approvazione dello standard da parte dell’ITU). Pertanto, soltanto se si è acquistato il televisore in una data successiva al 22 dicembre 2018 e il televisore non è compatibile con la tecnologia DVBT2 HEVC Main10, si ha la possibilità di rivalersi sul venditore.

 

E’ necessario verificare che nelle specifiche tecniche del recorder HD DVD sia espressamente citata la compatibilità con lo standard DVB-T2 e che disponga di sintonizzatore terrestre omologato per codec HEVC Main 10. I modelli più recenti e di fascia alta in generale presentano queste caratteristiche tecniche.

Con il nuovo standard di trasmissione satellitare verrà adottato il sistema di compressione e codifica MPEG-4 che consentirà la trasmissione dei canali in alta definizione (HD). Lo switch-off al DVB-S2 è iniziato a fine novembre 2020 (quando le emittenti televisive hanno abbandonato per alcuni dei loro canali la precedente codifica MPEG-2) e proseguirà per tutto il 2021. Gli utenti dovranno quindi verificare che il proprio tv o decoder supportino il formato HD e soltanto coloro che possiedono un TV o un decoder con formato SD dovranno sostituire il proprio apparato per continuare a visualizzare i canali che, quando verranno trasmessi con il nuovo sistema di codifica, saranno visibili solo in alta definizione.

Per l’acquisto di decoder compatibili con il nuovo standard si può usufruire del bonus previsto dal MISE. Per conoscere i requisiti che consentono il diritto al bonus clicca qui.

BONUS TV

Fino a 50 euro. Quindi il bonus sarà inferiore se il prodotto che si vuole acquistare costa meno di 50 euro. In tal caso, il bonus coprirà per intero il prezzo del prodotto. Altrimenti, se il prodotto costa più di 50 euro, il bonus sarà di 50 euro e il resto della spesa rimarrà a carico del consumatore.

Esclusivamente le persone il cui nucleo familiare ha un ISEE fino e non oltre a 20.000 euro.

Si ha diritto ad un solo bonus fino a 50 euro per nucleo familiare e per l’acquisto di un solo apparecchio.

Il bonus è già attivo.

Fino alla fine del 2022, ovvero fino all’esaurimento delle risorse stanziate.

TV, decoder terrestri e decoder satellitari.

Devono ricevere il DVB-T2 con codifica HEVC main 10.

Sulla pagina web del Ministero dello Sviluppo Economico è presente una lista di prodotti idonei , accessibile a tutti i cittadini.

Non c’è alcun limite di tempo, fino alla fine del 2022.

 

Richiesta del bonus, in base al modulo presente nella pagina web del Ministero (www.mise.gov.it/images/stories/images/Richiesta_Bonus_TV.pdf), documento di identità e codice fiscale.

No.

Il venditore recupera lo sconto applicato all’utente finale mediante un credito d’imposta, da indicare nella dichiarazione dei redditi, e utilizzabile esclusivamente in compensazione (ai sensi dell’articolo 17 D.Lgs. 241/1997) a decorrere dal secondo giorno lavorativo successivo alla ricezione dell’attestazione di disponibilità dello sconto. A tal fine, il modello F24 è presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.

Per ulteriori approfondimenti, è possibile consultare le FAQ presenti sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

No, la richiesta del bonus deve essere presentata direttamente al negozio, con le modalità sopra indicate.

Il bonus viene revocato e l’acquirente incorre nelle conseguenze sanzionatorie previste in caso di dichiarazioni false.

No. Nel caso di dichiarazioni false da parte dell’acquirente, le conseguenze ricadono esclusivamente su chi ha dichiarato il falso.

151 milioni dal 2019 al 2022.

Il bonus si applica sul prezzo di vendita comprensivo dell’IVA e non è incompatibile con l’applicazione dell’IVA agevolata se l’utente ha i requisiti per beneficiarne.

L’attestazione è rilasciata pressoché contestualmente all’acquisizione di una comunicazione valida.
Lo sconto può essere recuperato in compensazione, tramite modello F24, a decorrere dal secondo giorno lavorativo successivo al rilascio dell’attestazione (art. 3, comma 1, del D.M. del 18 ottobre 2019).
Ad esempio, se l’attestazione viene rilasciata lunedì, il credito può essere compensato da mercoledì; se l’attestazione viene rilasciata venerdì, sabato o domenica, il credito può essere compensato da martedì.
Il credito può essere utilizzato in compensazione anche ai fini del pagamento dei contributi INPS.

La specificazione che il credito è “da indicare nella dichiarazione dei redditi” rappresenta un inciso e non costituisce un requisito preliminare alla fruizione del credito in compensazione tramite F24.
In altre parole, il credito può essere fruito in compensazione a decorrere dal secondo giorno lavorativo successivo al rilascio dell’attestazione e quindi anche prima della presentazione della dichiarazione dei redditi in cui, poi, sarà indicato.

Lo sconto “Bonus TV” può essere applicato solo nel momento in cui si acquista il prodotto (TV/decoder). Il Bonus sarà comunque disponibile fino al 31 dicembre 2022 o fino all’esaurimento delle risorse stanziate.

Sì, lo sconto praticato dal venditore su un prodotto ammesso al contributo pubblico non incide sullo sconto che si ottiene se si ha diritto al bonus TV erogato dal Ministero.

Attualmente non è disponibile un elenco ufficiale dei punti vendita che aderiscono all’iniziativa.

In base alla normativa, il bonus è valido anche nel caso di acquisti on-line. La domanda va presentata con le medesime modalità previste per gli acquisti in negozio, seguendo le indicazioni pubblicate di volta in volta dai venditori
on-line interessati ad aderire alla procedura.

E’ possibile delegare presentando al punto vendita una delega scritta accompagnata da un documento di riconoscimento del delegato e del delegante.

La documentazione viene conservata dal rivenditore.  I dati raccolti saranno trattati in conformità alla normativa sulla privacy (Regolamento UE 2016/679 e D.Lgs. 196/2003 e s.m.).

No. L’adesione dei rivenditori all’iniziativa è volontaria. L’utente che ha diritto al bonus per beneficiarne deve recarsi presso un punto vendita che ha aderito all’iniziativa.

Le regole relative alle garanzie e al diritto alla sostituzione di un prodotto non sono condizionate dal fatto che il prodotto sia stato acquistato con il bonus.

La richiesta di bonus va fatta compilando il modulo scaricabile dal sito del Ministero (www.mise.gov.it/images/stories/images/Richiesta_Bonus_TV.pdf) nel quale si dichiara sotto la propria responsabilità di rientrare nella fascia di reddito prevista per accedere all’agevolazione.

L’INPS ha messo in linea un tool per l’auto-determinazione dell’ISEE del proprio nucleo familiare, che si trova a questo link https://servizi2.inps.it/servizi/Iseeriforma/FrmSimHome.aspx

Non sussiste alcun vincolo in ordine alla tipologia di documento fiscale attestante il pagamento.

Valgono i limiti generali previsti per i pagamenti in contanti.

No. La dichiarazione viene rilasciata dall’acquirente sotto la propria responsabilità ai sensi dell’art. 43 del D.P.R. 28/12/2000 n.445.

Il documento commerciale in relazione alla cessione del prodotto deve riportate l’importo dell’acquisto senza lo sconto. Lo stesso importo dovrà essere riportato, nella parte del documento commerciale relativa alle modalità di pagamento, alla voce “non riscosso”.

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