Come funziona

Lo standard DVB-T2 utilizza il sistema Multiplex a Divisione di Frequenza Ortogonale (OFDM – Orthogonal Frequency Division Multiplex) per le trasmissioni radio di base, cioè un formato del segnale che utilizza un gran numero di portanti ravvicinate ciascuna modulata con un flusso di dati a bassa velocità.

I segnali ravvicinati, essendo ortogonali, non interferiscono tra loro ma sono invece condivisi tra tutti i vettori e questo non solo fornisce resilienza contro lo sbiadimento selettivo da effetti Multi-path ma consente una buona ricezione dei dati televisivi anche in presenza di interferenze e di livelli di rumori elevati.

La nuova specifica DVB-T2 offre quindi la possibilità di selezionare una varietà di opzioni differenti (il numero di portanti, le dimensioni degli intervalli di guardia, i segnali pilota, ecc.) per soddisfare i requisiti dei vari operatori di rete e questo comporterà una notevole riduzione dei costi generali per ogni singolo canale di trasmissione.

Il DVB-T2 consentirà dunque alle emittenti di offrire servizi nuovi e accattivanti e di aumentare quindi il livello di soddisfazione (e anche di fidelizzazione) dei propri spettatori.