Le famiglie italiane e lo switch-off al NDT: la situazione fotografata dall’indagine della Fondazione Bordoni

Pubblicata dalla Fondazione Ugo Bordoni la prima Relazione relativa alla diffusione degli apparati TV nelle famiglie italiane nel 2021 e realizzata durante il mese di marzo u.s.

L’analisi ha avuto come scopo principale quello di aggiornare la classificazione del parco TV delle famiglie italiane – in base alle caratteristiche tecniche di trasmissione (DVB-T/DVB-T2) e di codifica video (MPEG-2/MPEG-4/HEVC) – per delineare poi gli scenari evolutivi di diffusione degli apparati TV nel periodo compreso tra giugno e settembre 2021.

L’indagine ha registrato un sensibile aumento del numero delle famiglie che, rispetto agli anni precedenti, si sono adeguate al nuovo standard di trasmissione e di codifica; attualmente, le famiglie pronte al DVB-T2 risultano essere circa il 58,2% del totale di quelle che utilizzano il digitale terrestre e che corrisponde, in termini assoluti, a un numero di famiglie compreso tra gli 12,9 e i 14,7 milioni.

La situazione è ancora più incoraggiante se si considera il dato relativo alle famiglie pronte al primo passaggio tecnologico, quando la codifica MPEG-2 verrà sostituita dalla codifica MPEG-4: il numero di famiglie che dispone di un apparato TV abilitato alla decodifica MPEG-4, idoneo quindi a ricevere i programmi in alta definizione, ammonta a circa il 92% pari, in termini assoluti, a un numero di famiglie compreso fra i 21,5 e i 22,1 milioni.

La Fondazione Ugo Bordoni, inoltre, stima che entro settembre prossimo il numero delle famiglie che ancora dovranno adeguarsi al DVB-T2 potrà scendere tra i 9 i e i 10,2 milioni, mentre le famiglie non abilitate alla ricezione dello standard MPEG-4 potranno essere solamente tra lo 0 e lo 0,9 milioni.