La qualità dei canali del digitale terrestre “viaggia” anche attraverso i cavi di collegamento all’antenna e alla TV/decoder

In vista dello switch-off al Nuovo Digitale Terrestre, oltre a controllare le specifiche tecniche degli apparati televisivi e dei decoder, sarà utile prestare attenzione anche alle caratteristiche dei cavi che collegano sia l’antenna esterna – che serve ad ampliare la capacità di ricezione del segnale – alle prese a muro in casa, sia queste ultime alla TV o al decoder.

Tali cavi sono denominati cavi coassiali e sono generalmente composti da un singolo conduttore di rame (chiamato anima) avvolto poi da vari strati, solitamente in alluminio o rame stagnato, che servono come schermatura per evitare le interferenze.

Le caratteristiche tecniche da considerare per disporre di un cavo di buona qualità sono dunque: i materiali usati, la schermatura e lo spessore del cavo. Per quanto riguarda i materiali, i cavi migliori hanno un “anima” in rame puro e una schermatura in alluminio; una buona schermatura però non dipende soltanto dal materiale con il quale è realizzata ma anche dal numero degli strati. Più strati ci sono, più il cavo è isolante. Il valore della schermatura è stampato sul cavo stesso ed è indicato con la sigla “Db” e per guardare la TV in alta risoluzione essa deve avere un valore non inferiore a 90 Db. Lo spessore del cavo, infine, è ulteriore garanzia di trasmissione di qualità.

Rispetto ai decenni precedenti, il cavo è oggi un fattore che influenza molto di più la qualità di ricezione del segnale poiché le nostre case sono diventate luoghi “affollati” di apparecchi che possono causare interferenze; telefoni cordless, smartphone, tablet e router Wi-Fi, infatti, possono disturbare notevolmente il segnale in ingresso se il cavo non è adeguatamente schermato.