Lo stato della TV italiana secondo Confindustria Radio Televisioni: lo streaming vince sulla TV tradizionale

I dati dell’ultima analisi di Confindustria Radio Televisioni, diffusi a dicembre 2020, hanno evidenziato come la televisione italiana nell’ultimo anno abbia vissuto un momento piuttosto atipico rispetto a quello degli anni precedenti. Infatti, a fronte di un notevole aumento degli ascolti, complice anche il lock-down, il comparto televisivo ha registrato nei primi undici mesi dell’anno una perdita pubblicitaria complessiva dell’11,6%.

Inoltre, l’assenza per lungo tempo di eventi sportivi e di altri contenuti premium (cinema e serie tv), ha inciso negativamente sull’offerta messa in campo dalla pay-tv tradizionale a favore dello streaming, sia gratuito che a pagamento, e del consumo online verso cui i telespettatori si sono sempre più orientati.

Attualmente, i canali TV trasmessi a livello nazionale sulle principali piattaforme sono in tutto 390 e fanno capo a 114 editori (nazionali e internazionali). Se invece si prendono in considerazione solo i canali TV degli editori italiani, il numero scende a 330, 125 dei quali sono trasmessi sul digitale terrestre e 269 (sia gratuiti che a pagamento) sono distribuiti tramite la TV satellitare.

Per quanto riguarda l’alta definizione, l’offerta di canali trasmessi in 4K-Ultra HD è ancora marginale e principalmente su satellite: sui 390 canali complessivi di ogni piattaforma, quelli in alta definizione sono solo 111 (34% del totale). I canali HD a pagamento sono 64, di cui solo 2 sul digitale terrestre, mentre i canali HD accessibili gratuitamente sono complessivamente 47. Rispetto al digitale terrestre, l’attuale prevalenza del satellite nell’offerta in alta definizione era d’altronde un dato prevedibile considerando il refarming delle frequenze della banda 700 che la piattaforma terrestre sta effettuando per il passaggio al DV-T2: il nuovo standard, dotato del codec HEVC, è infatti il requisito essenziale per offrire l’HD su etere televisivo.

Dal punto di vista della programmazione televisiva, tra i canali a pagamento, quelli dedicati al genere “cinema e tv” insieme alla categoria “sport e calcio” superano complessivamente il 70% dell’offerta; mentre l’offerta dei canali gratuiti risulta più varia e bilanciata.